ACHILLE CASTIGLIONI

quando il design del vuoto diventa funzionale

«Ho sempre desiderato fare l’opposto. Non perché io abbia un temperamento anarchico, ma perché penso che la base fondamentale del design consista proprio nel ripensare l’opposto».

Il genio di Achille Castiglioni ha contribuito in modo inestimabile a ri-pensare il design. La carriera dell’architetto milanese, dai primi progetti con il fratello Pier Giacomo alle esposizioni personali celebrate in tutto il mondo, ha perseguito una precisa missione. Quella di spogliare il design del superfluo, per lasciare che il suo nucleo essenziale si esprimesse attraverso il contatto con il pubblico.

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Dal riempimento all’esperienza sensoriale, il design secondo Castiglioni

Gli oggetti di design, gli allestimenti e le opere di Achille Castiglioni seguono un filo narrativo che corre su un doppio binario.

Da un lato un’attitudine plastica, fatta di innovazione e ricerca nelle forme, nei materiali e nelle tecniche di lavorazione. Lo spazio acquisisce un significato anche e soprattutto in funzione del suo opposto: il vuoto. Un concept ben rappresentato, ad esempio, dai complementi d’arredo progettati insieme a Giancarlo Pozzi.

Come il tavolino Trio. Una costruzione elegante ed essenziale, nella quale i tre ripiani di appoggio si adattano con discrezione al vuoto degli angoli retti dello spazio. O il Comodo, il mobiletto di Achille Castiglioni con vano contenitore a scorrimento, essenziale e funzionale: si dice che nel suo studio il designer utilizzasse questo cassetto per riporre dolci e caramelle, di cui era notoriamente ghiotto…

Funzionalità del vuoto e leggerezza sono le qualità che hanno reso celeberrima anche la Libreria Pensile dell’architetto meneghino. Struttura a 4 ripiani sospesa e sorretta da cavetti metallici. Nessun aggancio al muro. Nessun ingombro. Il vuoto non si riempie, si razionalizza.

Reinventare il quotidiano

Il secondo pattern interpretativo di Castiglioni è il suo approccio comunicativo al design. Stimolato nella sua percezione sensoriale, il visitatore viene proiettato in una dimensione spaziale del tutto personale. Attraverso le sue creazioni, Achille Castiglioni punta a «inventare […] uno spazio in relazione al comportamento del visitatore». Ribaltando, di fatto, il ruolo di chi abita la casa, da fruitore passivo a protagonista dei suoi spazi.

L’obiettivo di re-inventare gli oggetti quotidiani in chiave espressiva e funzionale ha accompagnato il creativo fino al suo ultimo progetto. Nel 2002 Castiglioni si cimenta in uno studio sulla scrittura insieme al collega Gianfranco Cavaglià. I due architetti, a partire da una riflessione sul concetto di impugnatura, hanno così ideato un set di matite e penne allo stesso tempo ricercato ed essenziale.

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Strumenti del pensiero, mezzi espressivi e interpreti di una creatività manuale oggi troppo spesso dimenticata. Un progetto che oggi ha trovato un’innovativa lavorazione nel set di penne e matite CENTO.3 realizzato dallo studio di design EGO.M, composto da un Matitone Multifunzioni, una Penna Stilografica Pocket e una Micromina. Creati con la stampa 3D, questi oggetti di design si distinguono per un corpo in grafene e un’impugnatura trilobata ergonomica e seducente al tatto.

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